Indice CIVIS

 CIVIS SISTEMA
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 Sottoprogetto 4


PROGETTO "CIVIS SISTEMA"
SOTTOPROGETTO 2
 

Il restauro di S. Maria in Passione

S. Maria in Passione prima dell'interventoL'obiettivo dell'intervento di recupero del complesso conventuale di S. Maria in Passione, gravemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stato quello di restituire alla fruibilità pubblica il più antico insediamento urbano della collina di Castello, molto attivo tra la fine del VI e II secolo a.C., collina che ospitò il primo insediamento esistente nella città di Genova, di conseguenza di rilevantissimo interesse per la presenza di antichi reperti archeologici.
Nell'area in cui sorgeva il monastero erano presenti alcuni resti delle antiche costruzioni come ad esempio i ruderi della chiesa di S. Maria in Passione della quale era rimasto integro solamente il campanile, mentre sulla piazza era rimasta la parte inferiore della facciata. Si tratta di strutture di rilevante importanza storico artistica; infatti la Soprintendenza Archeologica fa risalire al 1457 la costruzione della Chiesa, costruzione che fu realizzata su una già esistente, una domus degli Embriaci databile nei primi decenni del XIII secolo.

Altri resti del convento si trovano nella zona compresa tra la chiesa e la nuova costruzione della Facoltà di Architettura, zona che era attraversata da un percorso, via S. Maria in Passione, che divideva il complesso monastico in due corpi: uno adiacente alla chiesa, con annesso un giardino e l'altro che, articolato su vari piani, scendeva fino alla via Mascherona. Il convento si presentava come un insieme di ampi e articolati volumi frutto di ampliamenti e di sopraelevazioni succedutesi dal XV al XIX secolo.

Nel corso degli anni 70 era stato elaborato un piano particolareggiato finalizzato a introdurre in quest'area attività rivitalizzanti, come la nuova sede della facoltà di architettura. È in questa direzione che va anche l'intervento previsto nel Progetto Civis Sistema. Esso, infatti, completa la riqualificazione di un'area ricca di stratificazioni storiche con l'obiettivo di non cancellare nessuna delle tracce storico-archeologiche presenti.

Gli interventi realizzati sono stati la ricostruzione della piazza di S. Maria in Passione nel rispetto degli antichi disegni architettonici, il ripristino di Salita S. Maria in Passione, il consolidamento del campanile e delle strutture della Chiesa, la copertura dell'abside per proteggere dagli agenti atmosferici gli stucchi ancora visibili, il ripristino del giardino del Convento, la copertura delle rovine delle murature del Convento (realizzando, in questo modo, un parco archeologico), l'edificazione (in fase di completamento) nel rispetto delle tracce architettoniche delle rovine, di alcuni vani che ospitano la sede dell'Osservatorio.

La sede dell'Osservatorio rispetta la planimetria dell'antico convento ed è costituita dal cortile centrale attorno al quale si trovano i locali principali della Sede mentre a livello del cortile trovano spazio l'atrio e alcuni vani. Il piano superiore si affaccia su detto cortile. La fase di consolidamento delle strutture murarie è stata realizzata prestando anche attenzione alla sistemazione dei percorsi intorno al complesso, agli accessi allo stesso (nel rispetto anche delle normative in materia di abbattimento delle barriere architettoniche), al completamento dell'arredo urbano delle aree limitrofe la sede dell'Osservatorio (ad esempio col recupero dei giardini di S. Maria di Castello), al fine di garantirne il recupero complessivo dell'area.

 

     
Ultimo aggiornamento: 18-09-2000